Il continuo aumento delle emissioni di gas serra alimenta il riscaldamento globale, che stravolge il clima e genera eventi estremi. E il conto da pagare diventa sempre più salato: 44,5 miliardi l’anno in media tra il 2020 e il 2023 per l’Unione Europea. Vale a dire 2,5 volte la media del periodo 2010-2019.
Il report
A dirlo è l’ultimo report dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), pubblicato il 29 settembre. Nei quattro anni, inondazioni, tempeste, siccità, ondate di calore, incendi hanno causato in Europa più danni finanziari che nell’intero decennio precedente. E dallo studio restano fuori disastri come quello causato in Spagna dall’uragano Dana l’anno scorso e la serie di eventi stremi dell’estate appena passata, che avrebbero causato perdite e danni per 43 miliardi, secondo un recente studio.
L’Aea avvisa che «le minacce alla natura e gli impatti del cambiamento climatico» sono le sfide principali che l’Europa si trova ad affrontare per la propria competitività. Quasi tre quarti delle aziende dell’Eurozona dipendono «fortemente» da almeno un ecosistema naturale, afferma il rapporto, secondo il quale il 75% dei prestiti bancari vengono concessi a imprese che fanno affidamento su risorse naturali per la propria attività. Quasi il 15% delle attività industriali si trova in zone alluvionali.






