Rendere più resilienti al clima i settori dell’agricoltura, dell’energia e dei trasporti permetterebbe di evitare perdite economiche per decine di miliardi di euro ogni anno e, allo stesso tempo, rafforzerebbe la competitività europea. È la principale conclusione di un nuovo briefing pubblicato il 12 dicembre dalla Agenzia europea dell’ambiente (Eea), che analizza costi e benefici dell’adattamento climatico in tre comparti chiave dell’economia.

Lo studio parte da un dato ormai consolidato: l’Europa è il continente che si riscalda più rapidamente. Gli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti e si traducono in eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi — alluvioni, siccità, ondate di calore e incendi — che tra il 2021 e il 2024 hanno generato perdite economiche stimate tra i 40 e i 50 miliardi di euro l’anno. Nel lungo periodo, dal 1980 al 2024, i danni complessivi superano gli 800 miliardi di euro, considerando esclusivamente le perdite dirette.

Agricoltura, energia e trasporti – secondo Eea - sono tra i settori più esposti agli impatti climatici. La crescente variabilità delle precipitazioni e delle temperature mette sotto pressione le produzioni agricole; le infrastrutture energetiche risentono di stress termici, siccità e alluvioni; reti di trasporto e logistica risultano sempre più vulnerabili a eventi estremi che interrompono servizi e catene di approvvigionamento.