Se vivete in Europa sappiate che la crisi ambientale del Vecchio Continente sta mettendo a rischio lo stile di vita di tutti i cittadini.E se nello specifico vivete in Italia, questo rischio sarà ancor più accentuato facendosi sentire direttamente sul portafoglio, dato che ogni italiano dal 1980 al 2023 ha speso in media circa 2.330 euro per far fronte a eventi drammatici legati alla crisi del clima. A dirlo è il nuovo rapporto della Agenzia ambientale Europea (AEA), che viene diffuso ogni cinque anni e fa il punto sia sui progressi compiuti, in termini ambientali, sulle criticità che vive l'Europa tenendo conto anche dei parametri, che sono sempre collegati, di condizioni sociali ed ambientali.
Il problema principale è sempre come la crisi del clima impatta e impatterà ancor di più in futuro sulle nostre vite: i fenomeni meteo estremi intensi che stravolgono la quotidianità, la carenza d'acqua destinata ad aumentare, la perdita di biodiversità, l'impatto sulle risorse agricole e il cibo, ma anche per esempio la povertà energetica. Proprio in quest'ultima criticità l'Italia spicca in negativo, scrive l'AEA, ricordando come il nostro Paese "sta vivendo un crescente divario economico tra le generazioni" con salari non adeguati per esempio a sostenere il costo della vita e delle bollette. Bruxelles, anche nel rapporto sull'ambiente, mette dunque nero su bianco il problema salari dell'Italia indicando questa carenza come una delle cause della povertà energetica delle famiglie e, dunque, di uno stile di vita che nel tempo potrebbe essere ancor più compromesso. "Più una persona è giovane, più è probabile che vada in difficoltà; questo è il risultato di una stagnazione degli stipendi durata 30 anni" si legge nel report fra critiche dirette alla politica italiana e ai governi degli ultimi anni, compreso quello attuale di Giorgia Meloni, in cui l'Italia si trova ancora "ad affrontare sfide socioeconomiche sempre più evidenti". Da noi la povertà energetica è particolarmente evidente: colpisce il 7.7% delle famiglie, dato che sale al 9.5% se si guarda a tutti i nuclei che non riescono per esempio a riscaldare in maniera adeguata le proprie case, tant'è che l'Europa invoca un "un approccio integrato capace di coniugare tutela ambientale, innovazione e benessere collettivo".






