Di: Telegiornale - Francesca Campagiorni / AC Il caldo torrido può avere ripercussioni sul corpo e sulla salute mentale di tutti. È quanto ha spiegato al Telegiornale della RSI Vittorio Lingiardi, psichiatra, psicoanalista e saggista. Gli effetti neurochimici del caldo“C’è anche una modificazione del nostro funzionamento neurochimico che promuove delle risposte emotive e degli approcci cognitivi particolari, più inclini all’irritabilità, all’ansia, a dei sentimenti di spossatezza e di depressione”, ha spiegato Lingiardi. Il contesto della crisi climatica globaleMa a creare ansia e disagio non sono solo i sintomi legati strettamente al caldo. “Oggi dobbiamo pensare al contesto”, ha continuato lo psichiatra. “Dobbiamo pensare alla dimensione globale, al fatto che ormai nessuno ignora che questo caldo esponenziale appartiene a una modificazione geologica, idrica, oceanografica, climatica in senso globale”. L’eco-ansia nei giovaniUn settore della psicologia si occupa di ambiente e racconta di “come, per esempio, le persone più giovani vivano dei sentimenti di grande preoccupazione anche rispetto al futuro e al senso della riproduzione, del progetto di famiglia, perché l’idea è di una Terra, un pianeta, che sta iniziando ad ammalarsi”. Il bisogno di prevedibilitàSecondo Lingiardi, abbiamo bisogno di un ambiente mediamente prevedibile. Riprende un concetto formulato in passato sulla crescita degli adolescenti: “Un adolescente ha bisogno di vivere in un contesto mediamente prevedibile, e invece oggi questo concetto lo posso applicare all’imprevedibilità climatica, bellica, pandemica che ci circonda”. Come reagire all’ansia climaticaDi fronte a tutto questo, però, c’è modo di reagire. “Cercare di stare in contatto con i propri sentimenti preoccupati e ansiosi, ma non per cavalcare il catastrofismo, men che meno per cavalcare il negazionismo, ma per acquisire una coscienza e fare, ciascuno di noi nel proprio piccolo, quello che può fare per preservare il contesto dalla crisi ambientale”. Il che significa, “riflettere bene su quali sono le persone a cui possiamo dare fiducia, in termini di governo, città, Paese, pianeta”, ha concluso Vittorio Lingiardi.