Di: Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI da TaipeiUna Via della Seta polare per “sfuggire” allo Stretto di Hormuz. La crisi in Medio Oriente e l’incertezza sulle principali rotte marittime spingono Cina e Russia ad accelerare lo sviluppo di un’alternativa attraverso l’Artico. Il colosso statale di Mosca, Rosatom, ha autorizzato il transito di sette navi portacontainer della compagnia cinese Sea Legend Shipping lungo la Rotta del Mare del Nord, inaugurando il primo servizio commerciale regolare tra Cina ed Europa su questo corridoio. Finora i trasporti container erano rimasti limitati a spedizioni sperimentali o singoli viaggi: entro agosto partiranno invece collegamenti settimanali per tutta la stagione di navigazione.Le rotte marittime articheThe Arctic InstituteIl primo servizio commerciale regolareLa rotta costeggia il nord della Russia ed è percorribile soltanto durante i mesi estivi, quando lo scioglimento dei ghiacci apre una finestra di navigazione che negli ultimi anni si è progressivamente allungata, complice il cambiamento climatico. Per Pechino il vantaggio è evidente: una nave impiega circa 23-25 giorni per raggiungere San Pietroburgo da Shanghai, contro i 38-45 giorni necessari passando dal Canale di Suez. La distanza verso il Nord Europa si riduce di quasi un terzo, con un risparmio di carburante, costi logistici e tempi di consegna. Allo stesso tempo vengono evitati passaggi sempre più vulnerabili come il Mar Rosso, il Golfo Persico e lo Stretto di Malacca.Interessi convergentiL’annuncio riflette interessi convergenti. La Russia punta da anni a trasformare la Rotta del Mare del Nord in un’alternativa al Canale di Suez, valorizzando un’infrastruttura che considera parte integrante del proprio spazio strategico e attirando investimenti stranieri per svilupparne porti e servizi. La Cina, invece, vede nell’Artico una componente sempre più importante della sua Via della Seta. Attraverso la rotta “polare” mira a rafforzare i collegamenti commerciali con l’Europa, diversificare le rotte e ridurre la dipendenza dai colli di bottiglia marittimi dell’Indo-Pacifico. Secondo i media statali cinesi, il collegamento commerciale marittimo rappresenta “un complemento fondamentale alle tradizionali rotte marittime meridionali e ai collegamenti ferroviari eurasiatici”, altra direttrice su cui si sta accelerando dopo la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.La cooperazione risponde a una logica di reciproca convenienza. La Cina ha bisogno della Russia per accedere alla regione. Mosca, dal canto suo, ha bisogno di capitali e traffico commerciale per rendere economicamente sostenibile la rotta. In futuro, la competizione sull’Artico potrebbe intensificarsi. Non solo sul commercio, ma anche e soprattutto per l’accesso a gas, petrolio e minerali strategici.