Il vibrio vulnificus, noto come “batterio mangiacarne” e che ha già provocato due vittime in Florida, è sotto osservazione nello Stretto di Messina. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, una ricerca del che risale già a 21 anni fa, condotta dall’università della città, aveva analizzato la diffusione proprio nelle acque tra la Sicilia e la Calabria e nel plancton.
Adesso che negli Stati Uniti il livello di allerta si è alzato, si è tornato a parlarne. Negli ultimi mesi, in Louisiana sono morte 5 persone, in Florida due e altre 14 hanno contratto l’infezione. Stando a un’analisi condotta da CBS News, negli USA sono segnalati ogni anno circa 100 casi, di cui un terzo sono fatali. Il Vibrio vulnificus, infatti, non è un batterio da sottovalutare. Secondo i dati che sono stati diffusi dalle autorità sanitarie, come sottolinea FanPage, una persona su cinque colpita da infezione non sopravvive. Oppure si rischiano amputazioni e ricoveri in terapia intensiva.
Il batterio vive in acque calde e salmastre, in particolare negli estuari e nelle zone costiere con temperature superiori ai 20°C. È diffuso soprattutto nei mari tropicali e temperati, ma l‘aumento delle temperature potrebbe favorire la diffusione in aree in cui prima non viveva.










