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di Marta Giusti

Il Vibrio vulnificus, noto come batterio mangiacarne, è ora sotto osservazione nello Stretto di Messina, dove uno studio condotto 21 anni fa dall'Università locale ne aveva già rilevato la presenza nel plancton e nelle acque. A riportare la notizia è la Gazzetta del Mezzogiorno. L'allerta è alta a causa dell'aumento dei casi negli Usa dove il batterio prolifera in acque calde e innalza il rischio di gravi infezioni, inclusa la fascite necrotizzante, per ingestione di frutti di mare crudi o contatto diretto con ferite. Il Dipartimento della Salute americano ha segnalato un decesso nella contea di Palm Beach, su un totale di 12 casi di infezione registrati al 30 luglio. L'anno scorso i casi erano stati 33 con 5 decessi, e nel 2024 ben 82 con 19 morti, si legge sul sito del Florida Department of Healt.

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