Il rischio di contrarre nelle acque italiane un'infezione da Vibrio vulnificus, il cosiddetto “batterio mangiacarne”, è “estremamente basso”. A chiarirlo è l'Istituto superiore di sanità, dopo che sui social è tornata a circolare la notizia della presenza del batterio nello Stretto di Messina. Una presenza reale, ma documentata da uno studio risalente a oltre vent'anni fa e che, secondo gli esperti, non equivale oggi a un'allerta per chi frequenta le coste italiane.
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L'attenzione sul Vibrio vulnificus è tornata alta dopo alcuni casi mortali registrati negli Stati Uniti, dove il batterio è più diffuso. In Louisiana, per esempio, nel 2026 sono già stati segnalati nove casi, tutti con ricovero, e cinque decessi.
Vibrio vulnificus nello Stretto di Messina: cosa è successo
Il batterio era stato effettivamente individuato nello Stretto di Messina. Ma non si tratta di una scoperta recente.










