BRESSANONE. Da una scelta di vita che risale ormai al lontano 2003 a un riconoscimento nel settore del gelato che è comparabile alle stelle Michelin per la ristorazione. Dario Pradetto e la moglie Cristina raccontano il percorso che li ha portati a trasformare una piccola gelateria di Bressanone in una delle migliori gelaterie d'Italia secondo la guida del Gambero Rosso che ha attribuito loro i "Due coni".
Come è iniziata la vostra avventura nel mondo del gelato? La passione per il gelato ci accompagna da sempre. Nel 2003 abbiamo deciso di cambiare vita. Io lavoravo come elettrotecnico nelle centrali idroelettriche, mentre Cristina, originaria di Roma, si era trasferita in Alto Adige dopo un'esperienza nel settore della moda. Parlando con alcuni amici ci siamo resi conto che a Bressanone mancava una gelateria artigianale con una proposta costruita sulla ricerca del prodotto. Abbiamo trovato il locale, visitato una fiera di settore, individuato un maestro gelatiere disposto a insegnarci il mestiere e il 4 aprile 2004 abbiamo aperto la nostra attività.
Come siete partiti? È stato necessario conquistare la fiducia dei clienti. I risultati non sono arrivati subito, ma anno dopo anno la produzione è cresciuta. Il passaparola ha rappresentato la nostra forma di promozione e, in seguito, anche i social hanno contribuito a far conoscere la gelateria. Oggi molti turisti, soprattutto tedeschi diretti verso il lago di Garda, fanno tappa da noi.







