di Valentina Tessera

La rivista statunitense ha individuato nove indirizzi — tra tenute, hotel e ristoranti — che custodiscono alcune delle più vaste raccolte vinicole pianeta

Due milioni di bottiglie custodite in una città sotterranea lunga oltre 50 chilometri. È il primato di Milestii Mici, che detiene il Guinness World Record per la più vasta collezione di vino al mondo. A inserirla al vertice della sua selezione è anche Wine Enthusiast, storica rivista statunitense di riferimento per il settore, che ha individuato nove indirizzi — tra cantine, alberghi di lusso e ristoranti — che conservano alcuni dei più importanti patrimoni enologici del pianeta. Tra questi, c’è anche un nome italiano: «Don Alfonso 1890», in Campania. Ecco la lista completa.

Fondata nel 1969, Milestii Mici, in Moldavia, ospita oggi oltre due milioni di bottiglie distribuite in una rete di gallerie ipogee lunga circa 55 chilometri, percorribile persino in automobile. La sua «Golden Collection» è entrata nel Guinness World Records nel 2005 come la più imponente raccolta di etichette a livello internazionale.

Segue, nella rassegna della testata americana, la cantina dell’Hôtel de Paris Monte-Carlo, inaugurata nel 1874 e ispirata ai grandi château di Bordeaux. Annovera circa 300mila campioni e continua a rifornire i ristoranti dell'albergo monegasco, oltre ad accogliere degustazioni ed eventi privati.Negli Stati Uniti spicca «Bern’s Steakhouse», rinomato ristorante di Tampa, in Florida, il cui archivio enologico supera quota mezzo milione. Con una vocazione per la California e la Francia, comprende autentiche rarità, tra cui uno Château Gruaud Larose del 1845.Alle Bahamas, il Graycliff Hotel di Nassau vanta una dei più ricchi repertori vinicoli dei Caraibi: circa 250mila pezzi provenienti da oltre 5mila produttori di 20 paesi. Tra le presenze di rilievo figurano uno Château Lafite del 1865 e un Rüdesheimer Apostelwein del 1727.La tenuta Ciudad del Vino Marqués de Riscal, nel cuore della Rioja, in Spagna, affianca all’hotel disegnato dall’architetto canadese Frank Gehry una collezione di circa 130mila etichette. Il suo tesoro più prezioso è la «Cattedrale», che conserva un esemplare per ogni vendemmia della cantina a partire dalla prima annata, nel 1862.Tra le realtà di pregio dell’enoturismo internazionale rientra anche il «Restaurant Latour» — inaugurato nel 1995 all’interno del Crystal Springs Resort, nel New Jersey — con oltre 100mila bottiglie distribuite tra nove sale tematiche, dedicate soprattutto ai nomi più blasonati della viticoltura francese, italiana e californiana.Più recente è il progetto del Brush Creek Ranch, in Wyoming: annesso a «The Farm» — il polo gastronomico del resort — si trova un moderno caveau sotterraneo che ospita circa 30mila vini e oltre 2mila selezioni provenienti da tutto il mondo. Il fiore all’occhiello? I Premier Cru Classé di Bordeaux, affiancati da importanti referenze californiane e internazionali. L’Italia è rappresentata da «Don Alfonso 1890», ristorante (una stella Michelin e una stella verde) della famiglia Iaccarino a Sant’Agata sui Due Golfi, in provincia di Napoli. Con un patrimonio di circa 25mila bottiglie e oltre 1.300 etichette, l’insegna valorizza soprattutto le espressioni del territorio nazionale, con un’attenzione ai vini campani, piemontesi e toscani, e si distingue per uno dei più ampi assortimenti di Brunello di Montalcino.Completa il quadro «Antoine’s», storico indirizzo della cucina creola di New Orleans, fondato nel 1840. Dopo aver visto andare distrutta la sua intera raccolta durante l’uragano Katrina, il locale ha ricostruito nel corso degli anni una cantina che oggi riunisce circa 6.800 esemplari, con una netta predilezione per le produzioni francesi.