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La prima azienda italiana nella World’s 50 Best Vineyards è la piemontese Ceretto al 19° posto, poi più nulla. Il vigneto Italia si consola con sei cantine nella lista dal 51° al 100° posto (Castello Banfi, Marchesi di Barolo, Arianna Occhipinti, Tenuta Cavalier Pepe, Masi e Casanova di Neri). Al primo posto la cilena Vik, poi una tedesca (Schloss Johannisberg) e la spagnola Bodegas Ysios

Si allarga il campo di azione della 50 Best, la classifica mondiale che dopo aver preso in considerazione i ristoranti, i bar, gli alberghi, ora mette in fila anche le cantine del pianeta. Una lista che tiene conto non soltanto della qualità del vino prodotto ma anche della bellezza architettonica e paesaggistica della cantina stessa, dell’attenzione alla sostenibilità e dell’accoglienza, premiando così le aziende nel loro complesso.

Va detto che la performance dell’Italia è stata piuttosto deludente, con la prima cantina italiana appena al 19esimo posto, detenuto da Ceretto Wines, nelle Langhe, un luogo di assoluta eccellenza non solo grazie a vigneti magnificamente pettinati ma anche grazie a una struttura per l’accoglienza moderna ma perfettamente in armonia con il panorama circostante, ma anche grazie alle iniziative per il territorio (come l’acquisto e il restauro della Cappella di Barolo, trasformata dagli artisti Sol LeWitt e David Tremlett in un giocoso trionfo di colori vivi) e al contributo all’altissima gastronomia dell’area, con il ristorante Tristellato Piazza Duomo dello chef Enrico Crippa. Una realtà che forse avrebbe meritato di essere anche più in alto nella graduatoria.