Il rapporto tra vino e alta cucina non è un’ovvietà, ma una costruzione culturale che, nel tempo, si è fatta abitudine. Un’intesa che, pur messa alla prova da nuovi stili di consumo e bevande alternative, resta centrale nella narrazione gastronomica di molti Paesi. Tra questi, ovviamente, l’Italia. In un contesto in cui guide, premi e testate specializzate non si limitano a registrare il meglio, ma partecipano attivamente alla costruzione di un immaginario. Selezionando, valutando e premiando carte dei vini e menu, contribuiscono a definire standard, orientare gusti, suggerire modelli di abbinamento. Esempio importante di questo universo è la rivista statunitense Wine Spectator, che dal 1981 assegna i suoi Restaurant Awards alle insegne internazionali capaci di proporre carte dei vini di valore, profondità e coerenza. L’edizione 2025 ha premiato 3811 ristoranti in tutto il mondo, suddividendoli nelle tre categorie previste: Award of Excellence, Best of Award of Excellence e Grand Award, la più ambita.

Pur restando priva di new entry nel 2025 per la categoria massima (che quest’anno accoglie Le Bon Georges a Parigi, Selby’s in California e Soby’s in South Carolina), l’Italia mantiene la sua posizione nella fascia più alta del riconoscimento. I sei locali già insigniti del Grand Award nel 2024, continuano a farne parte anche quest'anno, confermando uno standard costante. L'Enoteca Pinchiorri di Firenze, da oltre quarant'anni presenza stabile nella lista di Wine Spectator, rimane tra le punte di diamante, sotto la guida di Giorgio Pinchiorri e del sommelier Alessandro Tomberli. A Roma, La Pergola, all'interno del Rome Cavalieri, riconferma la propria posizione grazie al lavoro congiunto dello chef Heinz Beck e del sommelier Marco Reitano, autore di una delle carte più ricercate del panorama nazionale. A Milano, Cracco continua a distinguersi grazie alla selezione curata da Gianluca Sanso. La Ciau del Tornavento, a Treiso, si distingue ancora per la vastità della propria cantina, una collezione enciclopedica che supera le 65.000 bottiglie. A Verona, l’Antica Bottega del Vino, sotto la tutela delle Famiglie Storiche dell’Amarone, conserva una delle carte più verticali d’Italia. Chiude il gruppo Il Poeta Contadino di Alberobello, con una proposta da 3.300 etichette che fonde territorio e prestigio internazionale.