Il tentativo di mettere assieme due partiti più rivali che alleati, fa perdere al Pd storia e identità, e delinea un baratto nebuloso fra leadership e programma della coalizione. Per questo si va verso le elezioni senza l’una né l’altro

In un’intelligente intervista raccolta da Fabio Martini per La Stampa, l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi ha detto alcune cose sagge sullo stato del Partito democratico e sul rischio di una perdita progressiva d’identità politica. Parisi non si esprime come Romano Prodi, che deve essere davvero esasperato per definire il campo largo “un casino”. Il suo antico, stretto collaboratore preferisce usare un linguaggio da vecchio saggio, quindi più calibrato e attento a non urtare qualche suscettibilità, ma la sostanza non cambia.