di Pietro Francesco Maria de Sarlo
In tutto questo dibattito nel Campo largo manca un attore: gli elettori. Secondo invece l’area riformista del Pd la linea in politica economica ed estera la dettano loro. Come? In genere con il ricatto di fondare e rifondare aree di centro determinanti per il risultato elettorale. Aree di centro che sono, almeno a mio modo di vedere, malfrequentate: Calenda, Picierno, Marattin, Renzi solo per fare alcuni nomi. Ma sono aree che raccolgono qualche consenso da pochi ma la cui presenza fa scappare dalle urne moltissimi elettori delle coalizioni che avessero la sventura di ospitarli. L’area centrista del Pd è quella che invoca il SAFE, e che invocava il MES, che invoca Draghi come salvatore della patria e che si è spiaggiata sulla agenda Draghi, che fa lo gnorri sul genocidio in atto a Gaza quando non si spende per iniziative legislative per impedire ogni critica a Israele e che manderebbe armi su armi in Ucraina se non addirittura i soldati, come vorrebbe Nathalie Tocci, figlia di Walter ex deputato Pd. Eppure almeno sull’invio di armi in Ucraina sarebbe facile raggiungere una intesa come Campo largo. Basta rispettare la lettera e lo spirito della Costituzione e avere una postura adeguata. L’articolo 11 è chiaro, ma come al solito la destra interna al Pd la interpreta invece di applicarla. Se si applicasse non ci sarebbe nulla da discutere. Nessun commercio in armi con Israele e nessun invio di armi in Ucraina. Ma il governo Draghi ha varato un insieme di decreti legge che in deroga alla legge 185 del 1990 lo ha consentito.








