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Ultimo aggiornamento: 7:47
di Pietro Francesco Maria de Sarlo
Volete sapere come andranno le prossime elezioni politiche in Italia? Non c’è bisogno di aspettare il 2027, basta vedere i movimenti dei centristi del Pd per capire che il campo largo sarà guardato con enorme diffidenza dagli elettori di sinistra e del M5S che non votano più e senza un loro coinvolgimento la sconfitta è certa.
A Milano si sono visti Guerini, Picierno, Gori e Quartapelle. A Montepulciano complotteranno Franceschini, Speranza e Orlando. Tutti nomi da far scomparire la residua voglia di andare a votare. A metterci il carico sulle aspettative di un nuovo centrismo egemone nella Ditta è Prodi. Nella puntata del 25 ottobre di Otto e mezzo Gruber e Palmerini gli hanno chiesto cosa ne pensasse della manovra finanziaria di Giorgetti-Meloni. Tra un borbottio e un altro si capisce chiaramente che la manovra piace all’ex leader dell’Ulivo. È nel solco di Draghi, e delle politiche fatte nel corso della seconda Repubblica sotto la supremazia politica e culturale dei centristi Pd con l’unica soluzione di continuità del Conte I e II.






