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Ultimo aggiornamento: 13:30
di Giovanni Ceriani
Anticipando già quello che sarà il dibattito post voto, faccio notare che se il tasso di partecipazione in generale (i famosi 12 milioni di voti) varrà per misurare il rapporto di forze tra maggioranza e opposizione (ovvero come possibile avviso di sfratto nei confronti del governo), a sua volta lo spread interno ai vari quesiti, ossia il differenziale tra i 4 quesiti sul Lavoro e quello sulla Cittadinanza, determinerà i rapporti di forza interni alle opposizioni: cioè tra quelli del Campo giusto (sinistra sociale: progressismo indipendente e costituzionale) e quelli del Campo largo (“sinistra” neoliberista: renzismo-riformismo).
E visto che sul primo punto ci siamo già spesi (ed è tema già sdoganato e digerito), ritorno al secondo, su cui al contrario vige un ferreo silenzio, ovviamente ad uso e consumo delle polemiche e strumentalizzazioni post voto.










