Fabrizio Cicchitto
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Mettiamo ovviamente nel conto che per di più essendo già partita di fatto la campagna elettorale che il campo largo non poteva non cavalcare il fatto che l’emendamento su un punto assai importante della legge elettorale è stato bocciato per un voto il che vuol dire che almeno 30 franchi tiratori hanno fatto venir meno il plenum del centrodestra.
Di conseguenza è comprensibile l’euforia e addirittura una richiesta che non sta né in cielo né in terra vale a dire quella delle elezioni anticipate. Per di più il Campo Largo doveva far dimenticare due autentici smacchi: uno puramente mediatico, l’altro, invece politicamente assai serio e che è tuttora del tutto aperto. Quello mediatico é stato il totale fallimento della manifestazione a Napoli dei quattro partiti leader del “Campo”. Si trattava della prima uscita e però la manifestazione si è risolta in un autogoal sia per la scarsa partecipazione popolare, sia perché due dei partiti estremisti esclusi si sono fatti sentire con slogan tutt’altro che amichevoli. L’impressione che Campo Largo è riuscito a dare è stato che in campo c’è’ una sorta di armata Brancaleone. Questa impressione di tipo mediatico è stata però accentuata da un dato politico di fondo assai serio e grave.












