HomePoliticaCampo largo alla prova del centroLa norma sui partiti minori rischia di far perdere voti .La norma sui partiti minori rischia di far perdere voti .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciIl lodo sfronda-cespugli introdotto dalla Camera nella riforma elettorale agita il centrosinistra. Allo stato attuale non vi sarebbero infatti riscontri tali da garantire che le formazioni centriste in lizza soprattutto nel centrosinistra supereranno la soglia del 3%, al di sotto della quale la legge all’esame del Senato ammette al computo dei voti e il riparto dei seggi della coalizione soltanto la lista col miglior risultato. Il che esclude di conseguenza anche la possibilità che forze minori, come +Europa e il Prc, possano concorrere come vorrebbero al risultato della coalizione coi voti del proprio brand elettorale.

Gran brutta gatta da pelare per il centrosinistra, considerato che le poche centinaia di migliaia di voti di partiti politicamente caratterizzati da uno/due per cento potrebbero fare la differenza tra vincere o perdere. La norma "pota-cespugli" è stata è stata introdotta alla Camera con un emendamento di Forza Italia. Prevede che sotto il 3% solo la lista col miglior risultato di ogni coalizione ottenga rappresentanza. Ma soprattutto esclude tutte le altre forze dal computo dei voti dello schieramento, mentre finora tutte le sigle sopra l’1% concorrono al risultato complessivo. Modifica – a quel che si dice – suggerita da Maurizio Lupi per consolidare il ruolo di Noi moderati rispetto ad altre sigle del centrodestra; apprezzata da Matteo Renzi per facilitare l’aggregazione al fianco centrista del Campo largo; gradita al centrodestra appunto per escludere il concorso delle liste minori al centrosinistra; sottovalutata da Pd e 5 stelle in virtù della tradizionale dottrina propensa all’unificazione della frammentazione, senza tuttavia tener conto dell’eventuale quanto fondamentale contributo dei cespugli.