La corruzione negli appalti pubblici è luogo di elezione dell’illegalità; le fattispecie più frequenti sono la turbata libertà degli incanti o del procedimento di scelta del contraente, la corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio e la corruzione attiva dal lato del privato; coinvolti più gli uomini che le donne; in totale si è trattato di 411 esponenti delle Pubbliche amministrazioni (il 41,3% del totale, di cui il 79% funzionari e dipendenti e il 21% sindaci e assessori) e 583 imprenditori, amministratori o dipendenti di aziende (il 58,7%); la Sicilia è in testa con quasi il 24% dei procedimenti penali, seguita dalla Campania (18%), dalla Lombardia (10,4%), dal Lazio (9,6%) e dalla Puglia (8,1%); nei lavori la maggiore parte dei casi (40%), seguiti da servizi e forniture.

È quanto emerge dal nuovo Rapporto dell'Autorità Nazionale Anticorruzione diffuso in questi giorni che fa il punto sui procedimenti penali comunicati all'Anac tra il 1° gennaio 2020 e il 15 maggio 2026 a seguito dell’attività del Nucleo della Guardia di Finanza (NGDF) operante presso l'Anac, costituito ai sensi dell’articolo 30 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, che opera a supporto del Presidente ANAC nelle azioni di sorveglianza e a garanzia della trasparenza delle procedure, dai grandi eventi alle situazioni emergenziali.