La corruzione non è soltanto la tangente pagata a un pubblico ufficiale in cambio di un favore. È un fenomeno molto più ampio, che comprende ogni abuso del potere pubblico per finalità private e che può manifestarsi anche attraverso pratiche prive di rilevanza penale, ma ugualmente dannose per il buon funzionamento dello Stato e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
A ricordarlo è il generale Giovanni Salerno, comandante del Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, intervistato da Milano Finanza in occasione delle celebrazioni per il 252° anniversario della fondazione del Corpo.
«Quando si parla di corruzione», spiega Salerno, «si pensa immediatamente al pagamento di una tangente a un pubblico ufficiale.
Si tratta certamente della forma più grave e di quella che presenta una rilevanza penale immediata.
In realtà il concetto è molto più esteso e comprende tutti quei comportamenti nei quali il potere pubblico viene utilizzato per ottenere un vantaggio personale anziché perseguire l"interesse collettivo».







