Il mercato dei contratti pubblici prosegue la sua corsa e tocca un nuovo massimo. Nel 2025 il valore complessivo degli appalti di importo pari o superiore a 40.000 euro, si è attestato attorno ai 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi relativi ad appalti finanziati con le risorse del Pnrr. Si tratta del valore più alto della serie storica, con un aumento di circa il 49,1% rispetto al 2021 e del +13,9% rispetto al 2024, crescita trainata in larga parte da appalti di elevato importo concentrati soprattutto nei settori delle forniture e dei servizi. Ma nell'ultima relazione dell'era Busìa, l'ultima prima della scadenza del mandato che il 21 aprile il presidente Anac ha presentato alla Camera alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, ci sono come di consueto i conti del mercato degli appalti, ma anche un richiamo forte sulla “piaga senza patria”, la corruzione. Un fenomeno che, avverte Busia, “nel tempo si è fatto più insidioso e sfuggente, per insinuarsi in ogni interstizio della vita pubblica” e che “non si limita a violare le regole, ma punta a riscriverle, privatizzando la sovranità”. E che “a volte arriva addirittura a lambire i livelli istituzionali più alti”, affonda il numero uno dell'Authority.
Da Anac allarme corruzione: «Insidiosa e sfuggente, lambisce le istituzioni più alte»
Il presidente dell'Anticorruzione alla Camera con i risultati dell'attività 2025. Mercato degli appalti in crescita, ma le gare sono ancora residuali











