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21 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:22

L’esplosione degli affidamenti diretti senza gara (ormai “il 95% delle acquisizioni totali”) con il nuovo codice appalti voluto da Matteo Salvini nel 2023, ma anche l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e il ridimensionamento del “traffico di influenze”, fino alle modifiche peggiorative delle norme che regolano le incompatibilità e la responsabilità erariale con la riforma della Corte dei Conti. L’ultima relazione, la sesta, di Giuseppe Busia alla guida dell’Autorità anticorruzione è un po’ un sunto degli appelli lanciati al governo negli ultimi anni dal giurista per correggere alcune delle decisioni più critiche.

L’occasione anche per un bilancio finale dell’operato dell’Authority dopo sei anni di mandato (fu indicato nel 2020 dal governo Conte due) che scadono a settembre. Alla Camera, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Busia ha ricordato l’importanza della lotta alla corruzione, gli interventi effettuati (centinaia di pareri, 150 fascicoli istruiti nel solo 2025) in un momento in cui – segnala la Procura europea – le frodi sui fondi Ue sono cresciute del 35% e l’amministrazione Usa lancia segnali negativi, a partire dalla temporanea sospensione della legge sulle pratiche corruttive estere (Foreign Corrupt Practices Act).