"Troppi continuano ad essere gli affidamenti diretti la cui incidenza numerica, sul totale delle acquisizioni di servizi e forniture del 2024, è risultata essere di circa il 98%".

E' quanto afferma il presidente dell'Anac Giuseppe Busìa nella Relazione annuale al Parlamento dell'attività svolta dall'Autorità Anticorruzione nel 2024. "Preoccupa soprattutto - sottolinea Busia - il crescente addensamento degli affidamenti non concorrenziali tra i 135.000 e i 140.000 euro, a ridosso della soglia, più che triplicato rispetto al 2021, quando il valore-limite era di 75.000 euro".

"La scadenza del Pnrr incombe. E, nonostante l'accelerazione impressa negli ultimi mesi, preoccupa l'andamento della spesa, in alcuni settori ancora inferiore al 30% delle risorse destinate, secondo i dati della Corte dei conti". "Dobbiamo prepararci a un'inevitabile contrazione nell'avvio di nuove procedure - prosegue -. Già nel 2024, su un totale di oltre 270 miliardi di importo complessivo, si rileva una flessione del mercato dei contratti pubblici rispetto al 2023, con un calo più rilevante nei lavori, che registrano una riduzione del 38,9%".

"Continuano a presentarsi troppi casi di conflitti di interesse, piccoli e grandi, ma tutti capaci di minare la credibilità delle istituzioni", ha detto Busìa nella Relazione annuale al Parlamento. "A fronte della nostra sollecita evidenziazione dei vuoti di tutela che avrebbe lasciato l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, si era fra l'altro risposto che si sarebbe provveduto a compensare l'eliminazione della sanzione penale con un rafforzamento delle tutele amministrative - ha aggiunto -. Purtroppo, non solo tale compensazione non c'è stata, ma dopo la riduzione di tutele sul conflitto di interessi operata dal Codice dei contratti pubblici si è registrato un progressivo indebolimento delle garanzie amministrative poste a presidio dell'indipendenza e correttezza dell'agire pubblico".