La corruzione è una «piaga senza patria», che «attraversa confini e mercati, travalica ordinamenti e legislazioni, sfruttandone lacune e debolezze». Con queste parole, il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, ha aperto oggi alla Camera la relazione annuale sull'attività svolta nel 2025. Alla cerimonia erano presenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Busia non ha mancato di rivolgere uno sguardo critico oltre oceano. La decisione dell'amministrazione statunitense di sospendere temporaneamente il Foreign Corrupt Practices Act, la storica legge americana contro le pratiche corruttive estere, viene definita un «preoccupante arretramento, dopo decenni di convinta applicazione e crescente cooperazione multilaterale». È in questo contesto che il presidente Anac indica nell'Unione europea un possibile punto di riferimento globale: «L'Ue può e deve mantenere la direzione di marcia, dando prova di essere diventata adulta: non più solo spazio di cooperazione economica, ma anche luogo di tutela dei diritti e delle libertà».

Un segnale positivo è arrivato il 26 marzo scorso, con l'approvazione da parte del Parlamento europeo della nuova Direttiva anticorruzione, ora attesa al voto del Consiglio. Busia ne auspica un recepimento rapido, pur riconoscendo che il testo finale è «meno ambizioso di quello iniziale», ma comunque sufficiente a costituire «un presidio sicuro contro le troppe tentazioni di involuzione da parte degli Stati membri».