Lo so che bisogna andarci piano con le parole grosse, specie quelle della gamma dell’indignazione, che oggi si sprecano per qualsiasi cosa. Ma come chiamare diversamente da ‘vergogna’ la sensazione che si prova, da italiani, di fronte al comportamento del nostro governo e quindi del nostro Paese nei confronti della Spagna dopo l’invasione di un giorno di Ceuta da parte di 60 mila migranti? Mettiamo che le cose siano andate molto peggio di come sono andate; che i migranti siano rimasti in massa nell’exclave spagnola; ipotizziamo anche che abbiano dato l’assalto a qualche negozio di alimentari; diamo per certo che siano stati sobillati da un nemico neanche tanto occulto; per soprammercato fingiamo addirittura che Ceuta non sia in Africa ma sul continente europeo (del resto non è sicuro che i nostri governanti ne fossero informati): ebbene, di fronte a un evento così grave e preoccupante che ha colpito uno Stato amico, alleato, membro della stessa Unione europea di cui facciamo parte anche noi, che ha la stessa nostra moneta, con cui condividiamo larga parte della storia, scambi turistici e commerciali fittissimi, ecc. ecc., di fronte persino all’ipotesi che questo evento gravissimo si ripeta a breve, magari anche più devastante e prolungato (come si teme per il 15 agosto), che cosa vi sareste aspettati che facesse il governo di un Paese amico come il nostro?