di

Ruggiero Corcella

Approvate dall'Istituto Superiore di Sanità le prime Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale sulla preparedness sanitaria nelle maxi-emergenze. Un progetto coordinato da SISMAX, società scientifica capofila di un gruppo multidisciplinare di esperti, per promuovere standard condivisi di preparazione della sanità

Ponte Morandi, Covid-19, Marmolada, alluvione in Emilia-Romagna, Suviana. Nomi che evocano momenti tragici nella storia del nostro Paese. Sono tutte grandi emergenze, in occasione delle quali il sistema italiano dei soccorsi ha dimostrato di possedere competenze e capacità operative di altissimo livello. Ma ha anche evidenziato che la qualità della risposta non dipende soltanto dalla professionalità dei soccorritori, ma da quanto il sistema è stato capace di prepararsi prima che l'emergenza si verificasse. È questa la filosofia che ispira le prime «Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale sulla preparedness sanitaria nelle maxiemergenze», approvate dall'Istituto Superiore di Sanità al termine di un progetto coordinato da SISMAX (saranno presentate ufficialmente il 23 ottobre, al Congresso Nazionale SISMAX di Riccione).«Dobbiamo ringraziare le società scientifiche e gli enti partner (33 in tutto, ndr), oltre all’ISS, per il prezioso supporto. Il sistema italiano non parte da zero: parte da molte eccellenze. La sfida è trasformarle da esperienze locali in un patrimonio organizzativo condiviso», spiega Alessio Lubrani, presidente della Società Italiana Sistema per le Maxiemergenze e direttore NUE 112 e NEA 116117 Regione Toscana, maxiemergenze ed eventi a carattere straordinario, Azienda Usl Toscana Centro.