La carenza di personale medico nel sistema di emergenza-urgenza territoriale raggiunge livelli di grave criticità in Vallesina, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza dei cittadini e sull’organizzazione dei servizi sanitari nell’Ast di Ancona. A lanciare un fermo allarme è Pasquale Liguori, coordinatore del Tribunale del Malato di Jesi, che chiede spiegazioni immediate sulle condizioni operative dell’automedica. "Ci risulta che la situazione si sia aggravata con quasi metà settimana in cui l’automedica giri per il territorio di Jesi e della Vallesina senza medico a bordo- rimarca Liguori - . E se accade qualcosa? E’ indispensabile la presenza del medico nei codici rossi. Perché nessun infermiere per quanto formato per l’emergenza, potrebbe sostituire il medico. Si rischiano ritardi terapeutici e l’infermiere non può fare manovre intensive come intubazioni tracheali che possono ritardare la stabilizzazione precoce del paziente". Il nodo riguarda anche lo spostamento del personale verso altri presidi: "I medici del 118 di Jesi spesso mancano perché fanno la copertura della postazione di Cingoli". Cingoli che invece ha una copertura anche notturna h24. Una disparità notevole considerato che il bacino d’utenza Jesino è nettamente più esteso e popolato. Ciò solleva interrogativi sul peso politico e sul pressing degli amministratori locali nei confronti della Regione. Perché se ci sono pochi medici del 118 sarebbe opportuno posizionarli in postazioni dove il tasso di uscite giornaliere è notturno è significativamente più alto. Ma di questo nessun amministratore locale ha parlato pubblicamente. Se a fine 2025 il direttore della centrale operativa 118 di Ancona, Mario Giusti, riferiva di un turno scoperto su quattro, nei mesi seguenti la forbice si è allargata: "Siamo intorno a un terzo dei turni che non riusciamo a coprire" ha detto. Nell’intera Ast di Ancona mancherebbe infatti oltre il 40% dei medici necessari.