HomeEmpoliCronacaTroppo vino rimasto in cantina. La Regione riduce le rese : "Equilibrio tra domanda e offerta"Le deliberazioni serviranno a gestire eventuali esuberi e a contribuire alla sostenibilità economica delle imprese, alla tenuta dei prezzi e al continuo miglioramento qualitativo delle produzione vitivinicole .La giunta regionale ha approvato la riduzione delle rese produttive per la vendemmia 2026Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciVALDARNO VALDELSA
Forse ci pensa il meteo con il gran caldo, a ridurre la produzione, intanto lo hanno fatto la politica e le istituzioni in seguito alle varie istanze: la giunta regionale guidata dal presidente Eugenio Giani ha approvato la riduzione delle rese produttive per la vendemmia 2026, accogliendo le richieste formulate dai Consorzi di tutela tra cui il Chianti Docg e Toscana Igt. Che riguardano da vicino anche l’Empolese. Le deliberazioni approvate consentono di adeguare il potenziale produttivo all’effettiva capacità di assorbimento dei mercati, gestire gli eventuali esuberi secondo le modalità previste dalla normativa e contribuire alla sostenibilità economica delle imprese, alla tenuta dei prezzi e al continuo miglioramento qualitativo delle produzioni vitivinicole. "Questi provvedimenti rappresentano molto più di una misura tecnica - afferma l’assessore all’agricoltura, Leonardo Marras - Esprimono una precisa idea di politica vitivinicola. La Toscana non aspetta che siano gli eventi a decidere il futuro del proprio vino, li anticipa, li interpreta e li governa insieme ai Consorzi di tutela e all’intera filiera. Da sempre riteniamo che programmare sia più efficace che rincorrere le emergenze. Per questo utilizziamo tutti gli strumenti che il legislatore mette a disposizione per mantenere l’equilibrio tra produzione e mercato, salvaguardare il reddito delle imprese e rafforzare il valore delle nostre denominazioni. La competitività del vino toscano non nasce dalla quantità prodotta, ma dalla sua capacità di essere riconosciuto e scelto nel mondo per qualità, identità e reputazione. A partire dalla fine della vendemmia dovremmo riaprire il tavolo della filiera per affrontare tutti gli aspetti che possano, in modo strutturale, affrontare le necessità del rilancio del settore".











