Cinquantasette milioni di ettolitri fermi in cantina, vendite e consumi in calo, e le aziende del vino decidono di approvare la misura dell’abbassamento della produzione. È così che il Consiglio nazionale di Unione italiana vini giovedì 4 giugno ha dato il via libera al pacchetto di misure per il contenimento produttivo in vista della prossima vendemmia. Tra le misure considerate prioritarie per riequilibrare il rapporto tra domanda e offerta figurano la sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni all'impianto, la riduzione delle rese anche per i vini Dop e Igp, l'aggiornamento dei disciplinari di produzione, la revisione dei limiti di resa dei vini generici e un rafforzamento dei controlli sulle riclassificazioni tra denominazioni. Le proposte, che prevedono interventi sia immediati sia di prospettiva, sono state approvate durante la riunione dell’associazione, ospitata dalla Cantina Rocca Sveva di Soave (Verona). Da stabilire le percentuali dell’abbassamento della produzione: intanto i consorzi stanno abbassando le rese, e alcuni hanno già iniziato a farlo, dall'altra l’intento è che anche chi produce vini “comuni” inizi a contenere i numeri.

Frescobaldi: riforma necessaria "Il programma approvato rappresenta un primo passo verso una riforma sempre più necessaria del settore vitivinicolo – ha dichiarato il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi – Si tratta di un percorso che auspichiamo possa essere condiviso dall'intera filiera attraverso misure concrete e strategiche. Apprezziamo inoltre il senso di responsabilità dimostrato da diversi Consorzi che stanno già lavorando per ridurre le rese produttive. Emblematico il caso della Franciacorta, che ha ottenuto dal Masaf una limitazione delle nuove autorizzazioni all'impianto in tutto il territorio della denominazione".