La vicenda del 15enne italiano arrestato a Malta ha riportato l'attenzione su un fenomeno rischioso: i videogiochi online come possibile porta d'ingresso per adescare e manipolare minori. Da Roblox a Fortnite, ecco come funzionano queste dinamiche, quali sono i segnali da non ignorare e cosa possono fare le famiglie
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Un quindicenne italiano finisce in carcere a Malta con l’accusa di aver lanciato un falso allarme bomba nella sua scuola. Un gesto che sembra una bravata, finché la sua difesa non racconta un’altra storia: quella di un ragazzo che sarebbe stato manipolato online, agganciato attraverso Roblox (un videogame a cui giocano milioni di ragazzini in tutto il mondo) e poi spinto a fare qualcosa che non avrebbe voluto fare. Le indagini dovranno stabilire cosa sia successo davvero. Ma una domanda resta aperta: può un videogioco diventare il punto di partenza per trasformare un adolescente in una pedina nelle mani di qualcun altro?
Il fenomeno del grooming












