Richiuso in carcere da oltre 70 giorni per un falso allarme bomba. È quello che sta succedendo ad un ragazzino italiano di 15 anni che da cinque vive a Malta con la famiglia.

La vicenda

Tutto è iniziato lo scorso 25 maggio quando, secondo quanto riportato dalla stampa locale, il ragazzo avrebbe chiamato la polizia alle 9 di mattina dicendo che c'era una bomba nella scuola secondaria di Mosta che ferquenta, nella parte nord dell'isola. L'istituto viene immediatamente evacuato e perquisito dalle forze dell'ordine, che non trovano nulla, ma arrestano il ragazzino che viene portato nel carcere per adulti di Corradino, dove viene tenuto in isolamento per quattro giorni.

Gli atti di autolesionismo e il trasferimento in un carcere minorile

Qui sotto stress si procura atti di autolesionismo. Viene trasferito nel carcere minorile di Coors, dove rimane sempre in isolamento, chiuso per 22 ore al giorno, costretto a mangiare in piedi e all'inizio senza posate. Da un mese a questa parte - raccontano i genitori - può vedere la televisione e trascorrere due ore al giorno in una sala con i giochi. Ma continua a non poter avere alcun contatto con gli altri detenuti: può fare una doccia al giorno quando gli altri riposano.