Un videogioco online con una chat, dove ragazzini minorenni posso parlare con sconosciuti e condividere file. Perfino immagini pedopornografiche, razziste e all’insegna del nazismo, oppure sataniste. Una mole di documenti illegali, in grado di giustificare una denuncia penale. Secondo il Corriere della Sera è questa la trappola in cui è caduto il quindicenne italiano detenuto a Malta dal 25 maggio. Stando al quotidiano, “il ragazzino di cui stiamo parlando sembra sia stato adescato su Roblox, piattaforma di gioco che negli Stati Uniti ha in corso molti guai giudiziari proprio per la mancata sicurezza dei minori”.
All’inizio la sua cella era in una prigione per adulti, ora è nella sezione minorile del carcere Coors, controllato 24 ore su 24. Sul ragazzo pendono nove capi di imputazione, tra cui procurato allarme, associazione in organizzazioni criminali e detenzione/diffusione di materiale pedopornografico. Il tribunale ha negato la scarcerazione su cauzione nell’udienza del 17 luglio. Per gli inquirenti le immagini raccapriccianti e i contenuti sui suoi dispositivi sostengono l’accusa di associazione a un gruppo criminale internazionale, di matrice terroristica.
Secondo la ricostruzione del Corriere, il ragazzo potrebbe essere vittima di un ricatto online. Dopo aver abboccato al tranello, cliccando e scaricando i contenuti illegali, gli ignoti adescatori online l’avrebbero minacciato in chat: “Devi far scattare un allarme bomba nella tua scuola”, altrimenti sveliamo ai tuoi genitori e alle forze dell’ordine le immagini sul tuo telefono. Il quindicenne obbedisce: all’istituto Lily of the Valley Secondary School di Mosta (dove vive con i suoi da 5 anni), scatta l’evacuazione. Le forze dell’ordine risalgono facilmente al ragazzo italiano. E per lui si apre l’incubo del carcere a Malta.










