Alle 9 del mattino, in una scuola di Mosta, una voce maschile al telefono annuncia una bomba. Scatta l'evacuazione immediata, arrivano polizia e Armed Forces of Malta, l'edificio viene passato al setaccio. Alla fine non salta fuori nulla. Ma nel giro di poche ore le autorità maltesi risalgono a un quindicenne italiano residente a Mosta da circa cinque anni, che viene arrestato in giornata: è il 25 maggio 2026, e da allora il ragazzo - lo chiameremo Flavio, come indicato dai familiari - si trova detenuto.

Fin qui i fatti accertati dalle fonti maltesi: la chiamata attorno alle 9, l'evacuazione della scuola secondaria (alcuni media locali la indicano come Lily of the Valley Secondary School), le ricerche senza esito, l'arresto. Le indagini, hanno precisato da subito gli inquirenti, sono proseguite anche dopo il fermo, allargandosi all'analisi dei dispositivi elettronici del minore.

Un fascicolo che si allarga

È qui che il caso cambia natura. Secondo quanto emerso, il fascicolo conterrebbe nove reati: al procurato allarme si affiancherebbero ipotesi ben più gravi, come l'associazione a organizzazioni criminali di matrice terroristica e la detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Un quadro accusatorio pesantissimo, che va trattato con la massima cautela: restano accuse, tutte da verificare nelle sedi competenti, e il minore resta presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva.