Il ragazzo, di origini pugliesi e residente con la famiglia a Malta da cinque anni, è accusato di procurato allarme bomba a scuola. I genitori denunciano: “Una detenzione illegale”. Il 19 agosto la prossima udienza

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"Non si tratta di un caso di scherzo telefonico o di un singolo episodio isolato. È accusato di una vasta gamma di reati gravi, tra cui associazione a delinquere, partecipazione e coinvolgimento attivo in un'organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione". A parlare è il ministro dell'Interno maltese, Glenn Bedingfield, interpellato dall'ANSA sul caso del 15enne italiano detenuto da oltre 70 giorni in un carcere maltese con l'accusa di procurato allarme bomba nella scuola che frequentava. Una vicenda che Malta - spiega Bedinfield - sta gestendo in collaborazione con Europol e sulla quale "saranno i tribunali a pronunciarsi sulla base delle prove presentate".

Il racconto del padre