di
Giusi Fasano
Sul cellulare del ragazzo italiano foto raccapriccianti inviate dai predatori. L’esca la piattaforma Roblox
Un gioco-trappola. Il ragazzino abbocca. Entra nella piattaforma guidato dalla sua passione per i videogiochi, e i suoi predatori sono lì ad aspettarlo. Adescarlo è un attimo. Lui smanetta fra i contenuti che la piattaforma offre, interagisce con un gruppo di giocatori e non percepisce la catastrofe che si sta tirando addosso a ogni clic.
Loro, ovviamente, capiscono che è la preda perfetta. E non si fanno scrupoli a coinvolgerlo nel loro progetto folle: costringerlo (come fanno sempre con bambini e ragazzini come lui) a commettere azioni sconsiderate. Ricattandolo. Sul telefono di Flavio, così si chiama lui che ha 15 anni ed è italiano, quella gente manda archivi interi di immagini a dir poco ripugnanti. Pedopornografia, suprematismo, satanismo, nazismo... Un catalogo degli orrori. File che Flavio il più delle volte non sa nemmeno bene a cosa si riferiscano. Dopodiché si passa al ricatto, appunto. Il ragionamento è: per il solo fatto che tu hai sul tuo telefonino questa roba hai commesso un reato e noi potremmo farlo sapere a tua madre, a tuo padre, alla polizia... Se vuoi evitarlo devi fare quello che ti chiediamo.










