di
Ivano Zoppi
Mentre i nostri figli trascorrono sempre più tempo connessi, forse il gesto più rivoluzionario dell'estate è riscoprire un modo diverso di restare vicini: scrivere e spedire una cartolina
Mare mare mare, ma che ci son venuto a fare... Così Luca Carboni riassumeva in un tormentone estivo del 1992 il senso nostalgico di vacanze lontane, foriere di illusioni spesso disattese. Quei versi, oggi, danno voce al pensiero di tanti genitori che, anche quest’anno, sono riusciti a organizzarsi per le vacanze. Eppure la sensazione è che, a parte qualche coda in autostrada, la routine famigliare non cambi poi così tanto. La pausa dal lavoro, le scuole chiuse e le giornate all’aria aperta non sembrano bastare per staccare la spina, a partire da quella che ricarica gli smartphone dei nostri figli.
Altro che tempo libero!Il tempo libero, infatti, è terreno di conquista per navigare online, chiamare, giocare e postare contenuti sui social. Se durante l’anno scolastico i ragazzi restano connessi dalle 6-8 ore al giorno, d’estate le ore salgono a 10 e anche di più. Un fenomeno che parte da lontano. Secondo il Centro studi di Fondazione Carolina, considerando solo i preadolescenti, ben il 40% ha ricevuto il primo smartphone quando ancora non avevano ancora 10 anni e tutti, a 13, ne hanno un uso esclusivo.







