Monte dei Paschi batte le stime degli analisti e archivia il primo semestre con un utile netto di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25% in un anno. Con il supporto degli advisor, fa sapere Rocca Salimbeni, «proseguono le analisi delle opzioni strategiche, secondo un approccio rigoroso e finalizzato alla massimizzazione del valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder». All'esame di Siena c'è l'Opas di Intesa Sanpaolo, annunciata a inizio giugno, mentre è sfumata solo una settimana fa la trattativa per una fusione amichevole con Banco Bpm. Il mercato osserva i movimenti di Luigi Lovaglio, in attesa di una mossa difensiva del top manager. Intanto, «procedono secondo i piani le attività di integrazione con Mediobanca, con il completamento previsto nel quarto trimestre».
I ricavi oltre 4 miliardi in sei mesi, 648 milioni di tasse Nella prima metà dell'anno, i ricavi di Mps sfondano i 4 miliardi di euro, +4,1%, con la positiva dinamica delle commissioni nette (+3,6%, +44,5 milioni) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+21,3%, +106,2 mln). Andamento positivo anche per gli altri proventi e oneri di gestione (+3,2%), a fronte di un margine di interesse sostanzialmente stabile (+0,3%). I dividendi e i proventi da partecipazioni ammontano a 332 milioni, in crescita del 7,8% rispetto ai 308 milioni del 30 giugno 2025, principalmente per effetto della maggiore contribuzione riveniente dalla partecipazione in Generali. Gli oneri operativi si attestano a 1,7 miliardi, con oltre 1 miliardo di spese per il personale che risulta in crescita anche per l'adeguamento del contratto nazionale dei bancari. Balzano le imposte sul reddito che schizzano a 648 milioni, contro i 178 milioni di un anno fa. Il totale, fa sapere la banca, include la fiscalità ordinaria, l’effetto delle misure a carico del sistema bancario previste dalla Finanziaria per il 2026, in particolare, della quota indeducibile degli interessi passivi (4%) e della maggiorazione di due punti percentuali dell’aliquota Irap.












