Il Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3% sullo stesso periodo del 2025. Il secondo trimestre, si legge in una nota, ha contribuito con un risultato in crescita del 27,3% a 610 milioni, superiore ai circa 540 milioni attesi dagli analisti. L'indicatore di solidità patrimoniale Cet1 ratio fully loaded è salito al 16,3% «con ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari», pari a «circa 680 punti base».Nel corso del semestre Mps ha realizzato ricavi complessivi per 4.024 milioni di euro, in crescita del 4,1%, con commissioni nette salite del 3,6% a 1.288 milioni, un margine di interesse sostanzialmente stabile a 2.097 milioni (+0,3%) mentre gli altri ricavi della gestione finanziaria sono saliti del 21,3% a 605,9 milioni. Alzati gli obiettivi dell'utile ante imposte 2026, da 3,5 a oltre 3,6 miliardi. Intanto dopo il consiglio di amministrazione di giovedì scorso, durante il quale le minoranze hanno incalzato l'ad su eventuali contromosse rispetto all'Opas di Intesa, dopo la trattativa naufragata con Bpm.
Mps, utile a 1,1 miliardi di euro Con loro, ha detto Lovaglio, «non stiamo parlando, rispettiamo lo stop», il comunicato di ieri si è limitato a spiegare che «con il supporto degli advisor» Mps continua «le analisi delle opzioni strategiche, secondo un approccio rigoroso e finalizzato alla massimizzazione del valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder». La banca ha allargato la squadra degli advisor che la stanno assistendo nella valutazione delle opzioni strategiche dopo l'offerta di acquisto e scambio di Intesa Sanpaolo. In aggiunta ai financial advisor già designati, si legge in una nota, Mps «si avvarrà anche di Keefe, Bruyette & Woods, A Stifel Company».L'ad, accusato il no di Bpm, continua, comunque, ad alimentare l'aspettativa di una contromossa. Fino a concludere la conference call con gli analisti dicendo «ci rivedremo a novembre, o prima». Un detto e non detto per ventilare possibili nuove operazioni alle quali, tuttavia, il mercato non da credito. L'Opas di Intesa resta di poco a premio, con il titolo di Ca' de Sass salito dello 0,5% a 6,83 euro a fronte del rialzo dello 0,3%, a 11,9 euro, di Mps. Il tempo ormai inizia a stringere. L'assemblea per l'aumento di capitale di Intesa al servizio dell'Offerta è convocata per il 10 settembre. La data si avvicina. La macchina dell'Opas marcia a passo veloce.













