Mps ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto superiore a 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel solo secondo trimestre il risultato ha raggiunto 610 milioni, con un aumento del 27,3% e oltre le attese degli analisti, ferme a circa 540 milioni. La performance, spiega la banca, è stata sostenuta dall’ulteriore miglioramento della «redditività del core business. I ricavi complessivi si attestano a 1,96 miliardi, con una crescita trimestrale del 3%. Il margine di interesse sale a 1,036 miliardi, l’1,9% in più rispetto a fine 2025. In crescita le commissioni nette che raggiungono 618 milioni, segnando un progresso del 2,8%. A trainare la componente commissionale sono soprattutto wealth management e advisory, che fanno segnare una crescita trimestrale del 7,6%.

L’indicatore di solidità patrimoniale Cet1 ratio fully loaded sale al 16,3% «con ampio buffer di capitale rispetto ai requisiti regolamentari», pari a «circa 680 punti base», che «consente un’elevata flessibilità strategica».

Intanto, sfumati i dialoghi con BancoBpm relativi a una fusione “alla pari”, la banca resta concentrata sull’analisi delle opzioni strategiche e sul percorso di fusione di Mediobanca.