di
Daniela Polizzi
Accelera il secondo trimestre: risultato in crescita del 27,3% a 610 milioni, superiore ai circa 540 milioni attesi dagli analisti. Oltre a Ubs e Bofa, la banca ingaggia Kbw
Mps ha chiuso il primo semestre con un utile netto di oltre 1,1 miliardi, in crescita del 25,3% sullo stesso periodo del 2025. Accelera il secondo trimestre che ha contribuito con un risultato in crescita del 27,3% a 610 milioni, superiore ai circa 540 milioni attesi dagli analisti, «grazie all’ulteriore miglioramento della redditività del core business», spiega la banca. L’indicatore di solidità patrimoniale Cet1 sale al 16,3% «con un ampio cuscinetto di capitale rispetto ai requisiti regolamentari», pari a «circa 680 punti base», che «consente un’elevata flessibilità strategica». È un’altra leva importante sul fronte della remunerazione degli azionisti ma anche in funzione di un’eventuale opzione strategica di m&a.
Le opzioni alternative all’Opas di Intesa SanpaoloSe il business corre, in questa fase la banca sta ancora valutando opzioni alternative all’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo, con il supporto di Ubs e Bofa, «secondo un approccio rigoroso e finalizzato alla massimizzazione del valore nel lungo periodo per tutti gli stakeholder», dice l’istituto il cui board ieri ha approvato i conti dei primi sei mesi. Che la partita non sia chiusa lo dimostra il fatto che Mps ha ingaggiato anche un nuovo advisor internazionale, la statunitense Kbw (Keefe, Bruyette & Woods, A Stifel company). Intanto Mps procede “secondo i piani” sul fronte dell’integrazione con Mediobanca e il completamento è «previsto nel quarto trimestre».













