Luigi Lovaglio, ad di Monte dei Paschi di Siena
Monte dei Paschi di Siena chiude il primo semestre del 2026 con un utile netto superiore a 1,1 miliardi di euro, in crescita del 25,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I risultati arrivano in una fase particolarmente delicata per la banca senese: da una parte procede l’integrazione di Mediobanca, dall’altra Mps è al centro di una nuova fase del risiko bancario italiano, dopo l’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo e il mancato accordo con Banco Bpm.
Nel secondo trimestre l’utile netto ha raggiunto 610 milioni di euro, con una crescita del 27,3% su base annua. La banca sottolinea soprattutto il miglioramento della redditività delle attività principali e la crescita commerciale registrata negli ultimi mesi. I risultati incorporano ormai il contributo di Mediobanca, entrata nel perimetro del gruppo dopo l’operazione dello scorso anno. Proprio il completamento dell’integrazione rappresenta uno dei passaggi centrali della strategia di Mps per i prossimi mesi.
Nel semestre i ricavi complessivi del gruppo si attestano a circa 4 miliardi di euro. Nel solo secondo trimestre hanno raggiunto 2,065 miliardi, in aumento del 5,4% rispetto ai primi tre mesi dell’anno.










