Ai primi conti dopo l’acquisizione di Mediobanca, il Monte dei Paschi di Siena si presenta in ottima salute. Con l’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, che annuncia agli analisti che l’anno si chiuderà con un utile netto in salita a oltre 1,6 miliardi di euro. Un miglioramento rispetto a quanto già annunciato al mercato. Comunque sia, tutto l’utile sarà destinato a dividendo. Una notizia che ha spinto il titolo in Borsa (+4,44%) insieme ad altre novità annunciate dallo stesso Lovaglio: la possibilità che il Monte decida di sposare la politica di dividendi “ad interim” come fanno altre banche, e che decida di «gratificare» i propri azionisti con un buyback o con una cedola straordinaria per restituire in parte il capitale in eccesso della banca. Bisognerà portare però, ancora un po’ di pazienza. Tutto sarà chiarito nel nuovo Piano industriale per l’integrazione di Mediobanca che sarà presentato entro il primo trimestre del 2026. Mps comunque, manterrà una forte solidità patrimoniale (Cet1 al 16,9%) nonostante l’acquisizione di Piazzetta Cuccia.
Come ovvio, buona parte delle domande degli analisti si sono soffermate proprio sull’integrazione. Lovaglio ha parlato di «un momento fondante», e che Mps insieme a Mediobanca «raggiungerà nuove vette». Il nuovo gruppo avrà una capacità di generare 8 miliardi di euro di ricavi e 3 miliardi di utile netto rettificato.









