Il ceo Luigi Lovaglio si prepara a portare a termine l’Ops su Mediobanca. Con un eccesso di capitale di 2,8 miliardi, l’istituto potrebbe utilizzare parte di queste munizioni anche per migliorare l’offerta su Mediobanca che continua a essere a sconto. Molte le partite su cui Mps è impegnata oltre all’Ops su Mediobanca: ci sono per esempio le decioni da prendere quanto alla partnership assicurativa con Axa che scadono nel 2027 e poi, a tendere, una seconda fase di consolidamento. I numeri d’altronde lo consentono. Mps ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto 892 milioni di euro, in calo del 23% sullo stesso periodo del 2024, quando la banca aveva goduto di 457 milioni di crediti fiscali dei quali quest’anno ha utilizzato di meno ma in aumento del 21,4% al netto delle poste straordinarie. L’utile del secondo trimestre, pari a 479 mln di euro, è in crescita (+15%) rispetto a quello precedente (413 milioni di euro) superando così le aspettative degli analisti che indicavano 349 milioni. Al netto di queste partite non ricorrenti, spiega il Monte, l’utile netto sale invece del 21,4% anno su anno. La radiografia di quanto incide l’utilizzo delle Dta si vede dall’utile al lordo delle imposte passato da 705,8 milioni all’attuale 856,8. Il Cet 1 ripete il record al 19,6%, ai livelli del primo trimestre.