Mps chiude i conti del 2025, l’anno del successo della scalata su Mediobanca, con utili in crescita. I conti “stand-alone” di Siena, presentati ieri, hanno evidenziato ricavi in crescita dell’1 per cento a 4,07 miliardi, con le commissioni e il trading che hanno compensato il calo del margine di interesse. I costi appaiono sotto controllo, con un aumento dello 0,8 per cento nonostante il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti. Sono calate le rettifiche sui crediti del 20 per cento e l’utile è cresciuto del 17,7 per cento anno su anno, a 2,75 miliardi (2,6 dei quali saranno distribuiti come dividendo), grazie a oltre un miliardo di euro di benefici legati alle Dta, i crediti fiscali, più che raddoppiati sul 2024. Il consolidamento di Mediobanca ha fatto salire i ricavi a 4,96 miliardi e l’utile a 3,04 miliardi. Confermata la cedola di 0,86 euro, con un rendimento del 10 per cento, tra i più alti del settore, mentre il coefficiente patrimoniale Cet1, si è attestato al 16,2 per cento, mantenendosi 720 punti base sopra il minimo richiesto dalla Bce.

Il nuovo piano industriale, è stato deciso, verrà approvato entro il 26 febbraio in consiglio di amministrazione e presentato al mercato il giorno seguente, il 27 febbraio. Sulla struttura del gruppo che sarà disegnata nel nuovo Piano, l’amministratore delegato del Monte, Luigi Lovaglio, non si è sbilanciato. «Stiamo finalizzando la struttura migliore possibile» per massimizzare le sinergie ma «il cda non ha ancora preso tutte le decisioni». Al piano insomma, sta lavorando in condivisione l’intero consiglio presieduto da Nicola Maione. Il cda di Mps, si legge infatti nella nota diffusa ieri, comunica che «hanno registrato un’accelerazione le attività finalizzate alla piena integrazione tra i due istituti bancari per il massimo sviluppo delle sinergie industriali annunciate con l’operazione» e che «in tale quadro, verrà definita la struttura del gruppo, pienamente allineata al razionale industriale». Le stime di integrazione tra Mps e Mediobanca, ha spiegato ieri Lovaglio, si confermano in 700 milioni e potrebbero essere anche maggiori.