HomeSienaCronacaDal vecchio Palasport all’Università. Così Guccini seppe incantare SienaLa sua ’prima’ in città fu nel febbraio del 1976: in viale Sclavo pessima acustica, ma pubblico da recordFrancesco Guccini in concerto al Palasport nel 1976 (foto Augusto Mattioli)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciFrancesco Guccini ci ha lasciato a 86 anni. Per certe generazioni, Guccini, cantautore, scrittore, grande filosofo della vita, è stato un passaggio obbligato. Le sue canzoni, da quel Folk beat del 1967, quel modo di cantare tutto meno che corretto e accattivante, hanno rappresentato l’Italia della provincia che cambiava sotto il peso di vicende pubbliche e personali. Siena lo ha incontrato varie volte: al Palasport, quando anche d’inverno si ascoltava musica dal vivo nel 1976, all’epoca di ’Via Paolo Fabbri 43’, due anni dopo per ’Amerigo’ e poi nella pienissima maturità del 1998, ai giorni di ’D’amore, di morte e altre sciocchezze’.
Mancherà la sua ironia che andava ben oltre la canzone come visto in quell’ultimo incontro senese, il 21 novembre 2014 quando fu ospite dell’Università degli Studi al San Niccolò. Avrebbe meritato di vivere altri cent’anni solo per quel sorriso lieve, ironico, di chi la sapeva lunga. La sua ’prima’ senese, nel febbraio del 1976, era nel pieno di un’ondata di speranza di un nuovo mondo: la bottiglia del vino che rassicurava il suo umore, la chitarra e i fidi collaboratori, a cominciare da Flaco Biondini. Il concerto fu al primo palazzetto di viale Sclavo, che aveva una pessima acustica, ma che straripava da ogni parte.












