Il mondo della musica, e non solo, piange Francesco Guccini, scomparso oggi a 86 anni. Il Maestro ha segnato la vita di più generazioni, con canzoni e pensieri che hanno rappresentato meglio di ogni altra cosa la vita quotidiana.
Un anno fa l’incontro tra Guccini e Michele Serra
Una pioviggine grigia inzuppa l’Appennino tosco-emiliano, ma la vecchia cucina di casa Guccini è un presidio inespugnabile di voci amichevoli, di luci e di profumi. Ci si sente al riparo dal tempo, non soltanto il triste meteo che ristagna fuori dalla porta; anche il tempo cronologico, il passare degli anni, come se il convivio fosse una forma di tenacia, di indifferenza alle mode e di resistenza alle offese della vecchiaia. Se Crono bussasse alla porta, lo si farebbe accomodare a tavola (non per caso si dice: ingannare il tempo). Qui si mangia, si beve e si parla come se nulla potesse mai impedirlo. Non ricordo più chi scrisse: ogni attimo perfetto contiene l’eternità. Francesco ne ha ottantacinque, è appena tornato a casa dopo un lungo e travagliato ricovero in ospedale e per lui “tornare a casa”, la sua vecchia casa di Pavana, ai bordi della Porrettana che si srotola verso Pistoia, vuol dire davvero impugnare il tempo, tutto assieme, perché qui è stato bambino, qui sua nonna e sua madre hanno governato la casa e insegnato a campare, qui lui vorrebbe che tutto quanto vada a finire, quando sarà l’ora, nello stesso posto dove tutto è cominciato. LEGGI L’ARTICOLO










