La guerra osservata non dalla parte dei vincitori, ma attraverso gli occhi di chi ne subisce la disfatta, il lutto e l’umiliazione. E’ il senso dello spettacolo ‘I Persiani’ di Eschilo, in scena oggi (ore 21.30) al Teatro Cortesi di Sirolo per la rassegna ‘Sipario aperto – Classici contemporanei 3’, nell’ambito del Festival e Premio Nazionale Franco Enriquez – Città di Sirolo, dedicato al tema "Il teatro una via per la pace".

A portare in scena il capolavoro eschileo è il Teatro di Calabria ‘Aroldo Tieri’, con la regia di Aldo Conforto. Rappresentata per la prima volta nel 472 a.C., ‘I Persiani’ è la più antica tragedia greca giunta integralmente fino a noi e costituisce un caso unico nel teatro classico: non racconta un mito remoto, ma un avvenimento storico, la sconfitta dell’esercito persiano nella battaglia di Salamina, alla quale lo stesso Eschilo partecipò.

La grandezza dell’opera risiede nella scelta dello sguardo. Pur appartenendo al popolo vincitore, Eschilo colloca l’azione nella reggia persiana di Susa e restituisce voce e dignità al nemico sconfitto. Non celebra il trionfo dei Greci, né trasforma l’avversario in una figura spregevole: interroga le conseguenze della guerra e mostra la fragilità del potere quando oltrepassa ogni limite.