Un evento straordinario che unisce arte, cultura e passione: il 3 e 4 agosto, presso il suggestivo Teatro sul mare di Soverato, andrà in scena Le Troiane. Le voci delle vinte, rivisitazione in chiave attuale del testo di Euripide a oltre 2400 anni dalla prima rappresentazione. Non più solo il racconto della caduta di Troia (in questo momento di grande attualità grazie al successo del film Odissea di Christopher Nolan), ma la fotografia di tutte le guerre. Una riflessione sul lutto, sull’esilio, sulla perdita di identità e sulla forza di chi resta. Il mare di Soverato farà da sfondo naturale a un allestimento che unisce teatro antico e linguaggi contemporanei: videomapping, sound design e coreografie si intrecciano per dare corpo a “le voci delle vinte”, quelle che la Storia ha sempre lasciato in secondo piano.
Con la regia di Franco Procopio, il progetto parte da una scelta precisa: destrutturare il mito per restituirne l’essenza umana. I costumi di Mariella Bruzzese “sfilano” l’idea di peplo classico per lasciare spazio a materia ruvida, asimmetrie e segni del tempo: abiti che raccontano il crollo di una città sul corpo delle donne. La scenografia, firmata da Pino Procopio con la associazione Pro Soverato, ha come fulcro un Cavallo di Troia imponente, una struttura monumentale che domina la scena e che si trasforma nel corso dello spettacolo. Nonil cavallo trionfale della leggenda, ma il suo scheletro: una carcassa di metallo, vuota, spezzata, bruciata. Un monumento alla menzogna e alla rovina: di giorno è la trappola che ha distrutto una città e di notte, con il videomapping di Gianni Bruzzese, diventa parete di proiezione, altare di lutto, gabbia. Le donne vi si appoggiano, vi si scontrano, vi piangono sopra.









