Ho sempre immaginato la morte di Francesco Guccini come l’unico tema di cui avrei mai potuto scrivere in prima persona. Il motivo è banale: da quando faccio il giornalista mai un avvenimento pubblico si è intrecciato così strettamente col mio privato, e probabilmente mai più accadrà. Il Maestrone fa parte del mio mondo intimo – direi del mio inconscio – da quando ero bambino: l’ho assorbito dalla mia mamma come un patrimonio genetico, trasformandolo in un culto che mi ha accompagnato in particolare durante l’adolescenza, quando le ossessioni aiutano a farsi strada nel mondo. La prima canzone a stregarmi da piccolo è stata Don Chisciotte, ascoltata a occhi chiusi in auto durante i viaggi: Il potere è l’immondizia della storia degli umani, urlano in coro Francesco e Flaco, e mentre urlano si trasformano davvero due romantici rottami in trance idealista, pronti a scagliarsi contro i mulini a vento. Provando a definire la dimensione unica del personaggio – impresa di per sé impossibile – un concetto non troppo inadeguato forse è proprio questo: la fedeltà all’idea. Chi è più idealista dell’eroe pazzo della Locomotiva, che si lancia contro un treno pieno di signori pensando al magro giorno della sua gente? Il pezzo più famoso di Francesco, profondamente figlio del suo tempo, oggi non potrebbe mai essere scritto senza diventare oggetto di interrogazioni parlamentari ed esposti per apologia di terrorismo. Eppure il senso di quei versi è chiaro senza doverlo spiegare: non celebrano un attentato suicida in quanto tale, ma la devozione a un’idea al prezzo della vita, l’illusione di poter riparare qualche torto con il proprio estremo sacrificio. Trionfi la giustizia proletaria, e fanculo i perbenisti. Un’invocazione – rigorosamente a pugno chiuso – che chiudeva tutti i concerti come un rito catartico (senza mai un bis concesso in cinquant’anni di carriera).
Blog | Francesco Guccini è una parte di me: nessuno come lui ha unito ideale e realtà
"La sua vera unicità è stato il dono di rendere poetica anche la mestizia delle nostre esistenze"










