Antonio Franchini, l’editore di Francesco Guccini racconta a Fanpage il cantautore: la passione per la scrittura, i romanzi, la timidezza, gli ultimi anni e il libro postumo, “Calde le pere!”, che uscirà a settembre.

Francesco Guccini e il suo ultimo libro

La parola più della musica è stata sempre al centro del discorso artistico di Francesco Guccini. Per molto tempo la sua vita da scrittore è proseguita parallelamente a quella di cantautore, finché, dal 2012, ha preso il sopravvento. Il maestro, scomparso questa mattina a 86 anni, aveva posato la chitarra e smesso di scrivere musica e incidere dischi di inediti. Ciò che aveva da dire e da raccontare, ormai, era nei suoi libri, quelli da solo e i gialli scritti a quattro mani con Loriano Macchiavelli. Questa è stata un'intuizione di Antonio Franchini, Direttore editoriale del gruppo Giunti, che a Fanpage racconta dell'amore del cantautore di Pàvana per la scrittura, di come lo portò in Mondadori prima e, poi, creando questo binomio con Macchiavelli in Giunti, editore che il 23 settembre pubblicherà il libro postumo di Guccini "Calde le pere! Storia di un fiume e di una integerrima fanciulla".

Volevo chiederle un ricordo su Francesco Guccini scrittore, la vita che ultimamente prediligeva. Secondo me la scrittura è sempre stata la dimensione che lui preferiva e che ha sognato di più. Non me l'ha mai detto esplicitamente, ma ho sempre pensato che volesse essere prima di tutto uno scrittore. Lo si intuisce anche da alcune canzoni, e dal ricordo di Hemingway. Ha iniziato a pubblicare narrativa nell'89 con "Cròniche epafàniche", quindi attorno ai 49 anni, anche se aveva già un passato da giornalista alla Gazzetta di Modena.